Il racconto è un aspetto fondamentale dell’umanità, in particolar modo il ‘racconto condiviso’, ovvero quello riconosciuto unanimemente da un gruppo sociale. Popoli, stati, religioni, partiti, brand… tutti hanno alla base un racconto, attorno al quale si è creato proselitismo. Il racconto divulgato a tutto un gruppo diventa codice condiviso, sulla base del quale si crea poi tutta la cultura del gruppo. E se è importante il racconto, la fiaba allora diventa importantissima, perché è il racconto rivolto principalmente al bambino, il quale privo di bagaglio di esperienza la importa nella propria mente in maniera completa e acritica e spesso la conserva con sé tutta la vita, impiegandola come base di giudizio. Ecco perché ho deciso di leggere questo libro, perché affronta scientificamente il tema della fiaba, nel senso che allinea tutti i racconti su di una sorta di piano cartesiano al fine di carpirne gli schemi fissi. Vladimir Ja. Propp, professore presso l’Università di Pietroburgo, scrisse questo saggio nell’ormai lontano 1928, oggi lo si considera un classico delle scienze umane, a mio avviso interessantissimo per chi indaga il mondo della struttura della comunicazione e del messaggio.

[Morfologia della fiaba / Ed.: Einaudi]