Non ho idoli. Averne nel mondo scientifico significa accantonare l’atteggiamento critico, che invece è requisito principale di tale materia. Posso dire comunque che ci sono scrittori con i quali condivido un altro tasso di osservazioni. Uno di questi è sicuramente Jared Dimond. Apprezzo prima di tutto l’assoluta assenza di pregiudizi ed interessi all’interno delle sue indagini, inoltre appoggio pienamente il metodo interdisciplinare, il quale ci permette di ruotare più facilmente intorno all’argomento e comprenderlo meglio. Per quanto concerne questa pubblicazione devo dire che sono stato affascinato dal progetto iniziale dell’autore: partendo dal presupposto oggettivo che, fra l’essere umano e le due specie di scimpanzé c’è meno del 2% di differenza del patrimonio genetico, vediamo come si è sviluppato l’essere umano, in cosa si differenzia effettivamente dagli animali e come varie prerogative ascritte all’uomo invece si ritrovano anche nel mondo animale.
Dimond all’epoca era titolare della cattedra di Fisiologia all’Università della California a Los Angeles.

[Il terzo scimpanzé / Ed.: Universale Bollati Boringhieri]