Questo è un testo di storiografia che ripercorre ed analizza, dalla sua genesi, uno dei comportamenti umani più importanti per la sopravvivenza dell’individuo moderno e contemporaneo: il consumo sistematico di merci. L’analisi prende il via da quando la società occidentale riduce sensibilmente l’autoproduzione artigianale di beni per affidarsi ai prodotti derivanti dall’esterno: tipo i mercati stranieri e le neonate strutture industriali. Stiamo parlando dell’epoca del mercantilismo, immediatamente successiva al periodo delle grandi “scoperte geografiche” e colonizzazioni politiche. L’accesso ad una grande quantità di prodotti, molti dei quali innovativi, in modo proporzionale alla risorse disponibili, ha segnato la successiva storia dell’umanità, quindi ha creato una nuova cultura con relativi codici comportamentali.

L’autore è Paolo Capuzzo, docente di Storia contemporanea all’Università di Bologna. In questa opera compara sapientemente l’evolversi dei comportamenti di consumo con i vari contesti storici di tipo politico, bellico, religioso, artistico e di costume; non tralasciando il parere di altri illustri studiosi della materia.

Da parte mia ho trovato interessante questo testo perché mi ha aiutato ad intercettare quelle che io definisco le ‘strutture dei consumi’ che rimangono immutate con il passare delle epoche. Anche scendendo nel dettaglio ho scoperto che molte dinamiche di marketing odierne sono l’esatta copia di altrettante in uso duecento anni fa.

 

Titolo: Culture del consumo
Editore: il Mulino